Archivio per Settembre, 2008
Settembre 19, 2008 a 1:35 pm
· Archiviato in news week ·Contrassegnato da tag brunetta, chirurghi, curriculum, line, ultima
Nuova crociata del ministro Brunetta. Questa volta ce l’ha con i medici chirurghi, che per lui sono come lo yogurt. «Dall’anno prossimo – ha detto – vorrei che fossero pubblicati i curricula dei chirurghi in modo tale che se io devo farmi operare debbo poter sapere se quel chirurgo che mi deve operare è un macellaio o è un genio oppure una persona efficiente di qualità». Insomma, come per «lo yogurt, il succo di frutta, o l’ultimo telefonino», Brunetta vuol conoscere ingredienti ed istruzioni per l’uso anche di chi ha un bisturi in mano. Vuole sapere «quanti ne ha ammazzati o quanti ne ha salvati», come se questo fosse scritto in un curriculum.Tra chi ogni giorno è in sala operatoria si è scatenata la rivolta. Non tanto per l’esigenza di professionalità e trasparenza che tutti condividono, ma per i modi spicci e offensivi. E soprattutto perché quella di leggere un curriculum non è una soluzione. Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, «le affermazioni del ministro Brunetta, che partendo da una condiviso obbiettivo di informazione ai cittadini e di valutazione, getta fango sui chirurghi italiani, non servono, se non alla propaganda politica, alzano solo polveroni e gettano allarme e discredito contro medici e chirurghi, quotidianamente impegnati ad operare negli ospedali».Ma non è tutto: Brunetta va all’attacco dei chirurghi «macellai», ma è stato proprio il suo governo, nella manovra triennale, a lui a eliminare due articoli a tutela dei riposi nei turni di lavoro: in parole povere, dopo un turno di 12 ore di lavoro magari notturno, il riposo per i medici non sarà più garantito e il medico può essere chiamato in servizio, un «rischio in termini di sicurezza sia per i medici che per i pazienti», come avvertivano i sindacati annunciando il loro autunno caldo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79083
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Settembre 19, 2008 a 1:24 pm
· Archiviato in free news ·Contrassegnato da tag barack, cambiamento, come, israele, livneh, per, tzipi
Scrittrice e firma di punta di Haaretz, Neri Livneh, ha tratteggiato sul quotidiano progressista di Tel Aviv un ritratto non formale, ma ricco di spunti, della donna più potente (politicamente parlando) di Israele: Tzipi Livni, ministra degli Esteri, vincitrice, sia pure sul filo di lana, delle primarie di Kadima. «Più che l’Hillary Clinton d’Israele – osserva – Tzipi Livni può rappresentare per Israele ciò che Barack Obama sta rappresentando per l’America: la speranza di un cambiamento possibile». È tempo di accostamenti. È il tempo di Tzipi Livni. C’è chi guarda agli Stati Uniti e vede nella Livni una sorta di Hillary Clinton israeliana. «Comprendo l’accostamento di genere, ma non credo che le ragioni del successo di Tzipi possano trovare spiegazione in quelle che hanno portata all’ascesa, ma anche alla sconfitta, di Hillary. Soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra pubblico e privato delle due. Tzipi Livni ha custodito gelosamente la sua sfera privata, evitando qualsiasi politicizzazione, mentre Hillary ha dovuto fare i conti con un legame che era immediatamente pubblico e politico. Piuttosto, se accostamenti vanno ricercati, ne trovo più corretto un altro…». Quale? «Quello con Barack Obama. Non tanto per una comunanza di idee, quanto per come la Livni e Obama vengono percepiti dalle rispettive opinioni pubbliche: vale a dire come aria nuova in una politica vecchia che ripropone sempre gli stessi protagonisti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79113
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Settembre 19, 2008 a 12:58 pm
· Archiviato in internet news ·Contrassegnato da tag interni, come, diaz, capi, responsabili, nazisti
La Diaz dopo l’irruzioneTra un mese, o poco più, finalmente sapremo che ne sarà dei 29 poliziotti che il 21 luglio del 2001 fecero irruzione alla scuola Diaz, dove dormivano i manifestanti del Genoa Social Forum. Riprende infatti a Genova il processo contro gli agenti accusati a vario titolo di violenza privata, lesioni gravi, falso, calunnia, arresto illegale. Nel luglio scorso, al termine della requisitoria, i pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini hanno chiesto 28 condanne per complessivi 109 anni e 9 mesi di reclusione e una sola assoluzione.In particolare, quattro anni e 6 mesi sono stati chiesti per Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, oggi tra i vertici dell’antiterrorismo e dei servizi segreti, nel 2001 rispettivamente direttore dello Sco e vice direttore dell’Ucigos. Secondo la tesi dell’accusa, i due dirigenti, nel 2001 più alti in grado nella catena di comando, avrebbero truccato le prove (ad esempio piazzando due bottiglie molotov nella scuola) e falsificato i verbali per giustificare la «macelleria messicana», come venne definita l’irruzione dal vicequestore Massimo Fournier, anche lui imputato nell’inchiesta.Ed è proprio ai dirigenti Gratteri e Luperi che i pm Zucca e Albini Cardona rivolgono le parole più dure della requisitoria di mercoledì. Per spiegare il loro ruolo nell’irruzione alla Diaz, infatti, i pm citano la sentenza della Cassazione sull’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema del 1943.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79075
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Settembre 17, 2008 a 3:13 pm
· Archiviato in notizie italia ·Contrassegnato da tag antifascisti, fini, giovani, non, siamo
I giovani di An non possono che essere fascisti. È in sostanza questo il messaggio che Federico Iadicicco presidente di Azione Giovani Roma, ha scritto in una lettera pubblicata sul sito www.azionegiovaniroma.org. Il rappresentante dell’organizzazione giovanile di An prende così le distanze dalle ultime dichiarazioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini che, dopo le polemiche scatenate dalle dichiarazioni di La Russa e Alemanno, aveva chiaramente invitato gli esponenti di Alleanza Nazionale a riconoscersi nei valori dell’antifascismo.Ma evidentemente, il suo messaggio non ha fatto breccia. Iadicicco parte da una constatazione: «Circa due anni fa, non nel 1943, il più importante sito della rete antifascista italiana, Indymedia, pubblicò un articolo di commento a una iniziativa di Azione Giovani di Roma e ritenne utile mettere vicino al mio nome anche il mio indirizzo di casa, con l’evidente intento di puntare l’indice contro di me e di indicarmi come bersaglio da colpire». Da questa constatazione il presidente di Azione Giovani Roma arriva a questa ironica domanda: «Come potrei dichiararmi antifascista?». Insomma, la sua è una questione personale. Ma non solo: «Sono andato un pò indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1943, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall’odio degli antifascisti e francamente a quel punto sono crollato» continua la lettera.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79055
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Settembre 17, 2008 a 1:45 pm
· Archiviato in news 24 ·Contrassegnato da tag camillo, don, prima, resistenza
Cent’anni dalla nascita e quaranta dalla morte: c’è più di un motivo in questo 2008 per ricordare Giovannino Guareschi, padre di Peppone e Don Camillo nonché giornalista, vignettista e scrittore tra i più letti al mondo. Eppure non tutti, in Liguria, hanno una gran voglia di farlo. Se da una parte Santa Margherita ne ha celebrato a dovere la vena satirica, dall’altra paesi-simbolo della Resistenza ligure come Campomorone accolgono tiepidamente l’idea di commemorarne la vicenda umana di «resistente», internato per due anni prima in un campo di prigionia polacco e poi in uno tedesco, perché, già militare, aveva rifiutato di seguire il Duce nella Repubblica di Salò. A sollevare la questione è stato il «nostro» vignettista Davide Sacco, campomoronese doc ed estimatore dello scrittore reggiano: in una lettera aperta al sindaco Giancarlo Campora, eletto nel 2004 in una lista civica del centro-sinistra, ha invitato l’amministrazione comunale a ricordare i 700mila soldati italiani che, come Guareschi, all’indomani dell’8 settembre 1943, pagarono nei lager nazisti la loro fuga dai bandi Graziani. La proposta, però, non ha trovato ottima accoglienza: il primo cittadino, anzi, sempre via lettera, si è dichiarato sì disponibile a eventuali iniziative sul tema, ma ha anche ribadito la visione di Resistenza criticata da Sacco e portata avanti finora dal Comune (una e unica, «quella per cui – scrive Campora – donne e uomini di fedi diverse sono morti sui nostri monti»).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291224
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Settembre 16, 2008 a 11:25 pm
· Archiviato in cnn news ·Contrassegnato da tag cinema, festival, film, immigrazione, incontro
Oggi, in collaborazione con La7, il «Milano Film Festival», insieme con l’associazione Naga di Milano, propone una giornata d’incontro dedicata all’immigrazione. L’appuntamento è al Teatro Dal Verme di via San Giovanni sul Muro a partire dalle 16, quando verrà presentata la pellicola «La frontera infinita» del messicano Juan Manuel Sepulveda. Alle 18 sarà la volta di «Come un Uomo sulla Terra» di Andrea Segre, mentre alle 19.30 Gad Lerner modererà l’incontro «Come cinema e informazione (non) raccontano l’immigrazione». Insieme ai registi dei film protagonisti della giornata, ai giornalisti Stefano Liberti e Gabriele Del Grande di Repubblica, al Presidente del Naga Pietro Massarotti e ad altri ospiti, verranno discussi i diversi spunti offerti dai documentari dei giovani autori. La serata proseguirà, alle 20.30, con cortometraggi provenienti da Africa, Sud America, est Europa e, alle 21.30, con la proiezione di «The Arabian Dream» di Maher al Sabbagh.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=290943
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Settembre 16, 2008 a 11:05 pm
· Archiviato in daily news ·Contrassegnato da tag braccio, col, lutto, maestri, marsilio, sanzionare
(…) del prossimo 10 ottobre in striscioni calati in quasi tutta Roma, anche a piazza del Popolo, dalla terrazza del Pincio. La protesta, partita dalla Iqbal Masip, la scuola okkupata dai genitori e dalla direttrice Simonetta Salacone, che ha aderito alla stato di agitazione, si è estesa a circa settanta istituti. I papà e le mamme del Casilino sono in «sciopero permanente» in difesa del tempo pieno e del maestro unico, molti indossano magliette con slogan contro il ministro. «Temo per il futuro dei miei bambini: questo governo vuole un modello di scuola ormai superato», dice uno di loro. Vogliono «dare un segnale forte» e stanno anche raccogliendo le firme per una petizione contro il decreto ministeriale. «Critichiamo il ritorno al maestro unico – spiega la direttrice della scuola – si tratta di una decisione che ci farà tornare indietro di 30 anni». Trascorre così, tra le contestazioni, il ritorno tra i banchi degli alunni. Ad osservare in prima persona la riapertura dell’anno c’era anche l’assessore alle politiche scolastiche del Comune, Laura Marsilio, che ha visitato quattro elementari. «Per verificare che sia una giornata tranquilla», certo, come dice lo stesso assessore, ma anche per avere il polso della situazione. E quello che ha visto non deve essergli piaciuto. La giornata di lutto? «Un abuso di potere». Nessuna scusa per dirigenti e docenti: «Sono dipendenti ministeriali, per questo sono sanzionabili: mi auguro che l’ufficio scolastico provveda in tal senso.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=290964
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